The Bravery - s/t (2005)
Artist: The BraveryAlbum: The Bravery
Release Date: Mar 29, 2005
Label: Island
Tracklist:
01. An Honest Mistake
02. No Brakes
03. Fearless
04. Tyrant
05. Give In
06. Swollen Summer
07. Public Service Announcement
08. Out Of Line
09. Unconditional
10. The Ring Song
11. Rites Of Spring
12. Hot Pursuit (bonus track)
Passando in rassegna i vari cd accatastati nell’insensato e vano tentativo di riordinarli mi è ricapitato di nuovo in mano l’esordio dei Bravery, ed il primo istinto è stato quello di riascoltarlo. All’inizio li avevo parecchio snobbati, questi newyorkesi laccatissimi guidati dal vocalist Sam Endicott. La radio passava spesso ‘An Honest Mistake’ e non mi dispiaceva, ma non ne ero attratto, soprattutto dopo che mi erano stati generosamente smontati come emeriti pagliacci. La foto delle performance del chitarrista Michael Zakaris sulla spiaggia di Brighton come mamma lo ha fatto non contribuì di certo a rendermeli familiari. Mai fidarsi ciecamente dei consigli altrui, bisogna sempre provare in prima persona.
Ed infatti quando mi capitò per le mani l’album scoprii con stupore che i Bravery mi piacevano, eccome. La formula è molto semplice: synth abbondante e batteria anni ’80 che fanno tanto new wave alla New Order e Cure, sommate ad una chitarrina acuta e veloce che a tratti sembra presa dai concittadini Strokes, il tutto filtrato da una voce effettata per ricreare atmosfere vintage. Suonano e si vestono come un gruppo inglese degli anni ’80: un potenziale gruppo sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato.
In realtà calzano a pennello nel panorama musicale odierno: non smetterò mai di dire che se è vero che non c’è nulla di innovativo in questo nuovo filone new wave, è anche vero che non è necessario dover per forza essere rivoluzionari per fare un bell’album. Dopotutto io che ci sono nato negli anni ’80 non ho potuto vivere in prima persona quel periodo musicale. Se c’è qualcuno che riesce a farmelo rivivere facendomi anche divertire, come i Bravery, che male c’è?
Ed infatti quando mi capitò per le mani l’album scoprii con stupore che i Bravery mi piacevano, eccome. La formula è molto semplice: synth abbondante e batteria anni ’80 che fanno tanto new wave alla New Order e Cure, sommate ad una chitarrina acuta e veloce che a tratti sembra presa dai concittadini Strokes, il tutto filtrato da una voce effettata per ricreare atmosfere vintage. Suonano e si vestono come un gruppo inglese degli anni ’80: un potenziale gruppo sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato.
In realtà calzano a pennello nel panorama musicale odierno: non smetterò mai di dire che se è vero che non c’è nulla di innovativo in questo nuovo filone new wave, è anche vero che non è necessario dover per forza essere rivoluzionari per fare un bell’album. Dopotutto io che ci sono nato negli anni ’80 non ho potuto vivere in prima persona quel periodo musicale. Se c’è qualcuno che riesce a farmelo rivivere facendomi anche divertire, come i Bravery, che male c’è?
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